Limina. Intorno al testo (2025-1)

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Limina. Intorno al testo (2025-1) - Digital Humanities


Il volume è dedicato alla tensione tra astrazione computazionale e specificità del dato umanistico.

I. Saggi.

Il fascicolo si apre con una riflessione di ampio respiro sulle implicazioni metodologiche delle Digital Humanities: in questa direzione si muove Fabio Ciotti, che analizza l’impatto epistemologico dell’introduzione dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie immersive, affiancato dal contributo di Cristina Marras, sul rapporto tra dimensione teorica e prassi operativa. Seguono alcune analisi incentrate sulle criticità strutturali e concettuali della codifica dei marginalia testuali in XML/TEI, come evidenziato dalle puntuali osservazioni di Roberto Rosselli Del Turco. A queste si affiancano riflessioni sull’efficacia delle tecnologie digitali nel supportare la ricerca su testimoni particolarmente complessi, come dimostra il caso illustrato da Ciro Perna ed Elisabetta Tonello del manoscritto di Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Pal. 313. In prospettiva diversa, ma complementare, Serena Malatesta presenta Divine Reality all’interno del progetto D.A.N.T.E., che esplora il potenziale delle tecnologie immersive (e in particolare la realtà virtuale) per la valorizzazione didattica e critica del patrimonio dantesco.
Il concetto di liminarità si estende, inoltre, alle sue declinazioni più contemporanee e pop, concentrandosi sulla ricezione “estrema” della tradizione dantesca e sulle sue possibilità di fruizione, rielaborazione e riuso all’interno di archivi digitali: è il caso del progetto Dante Today, presentato da Elisabeth Coggeshall e Arielle Saiber. Sull’importanza di approcci integrati, soprattutto in contesti complessi che richiedono il dialogo tra competenze disciplinari eterogenee, i due contributi successivi, rispettivamente dedicati al lavoro passato e a prospettive future, offrono uno sguardo complementare sulla relazione tra tecnologie digitali e patrimonio culturale. Quello di Paola Manoni si concentra sul lavoro di digitalizzazione e conservazione svolto presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, mentre l’intervento di Arianna Traviglia esplora le prospettive future legate all’impiego delle nuove tecnologie per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali. Sulle recenti innovazioni nelle tecniche di digitalizzazione e nelle modalità di analisi dei materiali, i contributi di Gianluca Del Mastro, Angelo Mario Del Grosso e Angela Siciliano, propongono i risultati delle loro più recenti ricerche, in cui il digitale si configura come una pratica critica e progettuale, capace di modellare nuove forme di accesso e interpretazione del patrimonio.

II. Schede bibliografiche. 
Il fascicolo presenta due schede bio-bibliografiche in dialogo tra loro, che affrontano da prospettive differenti il modo in cui le Digital Humanities si configurino oggi come un ambiente sperimentale per la ridefinizione delle pratiche del sapere. In particolare, emerge come il making – l’atto stesso del ‘fare’ – assuma progressivamente una valenza epistemica autonoma, inscritta in una dimensione sempre più multidisciplinare e corale, in cui l’infrastruttura tecnica e concettuale diventa essa stessa oggetto di riflessione critica.

Pubblicato: 23-06-2025